18 aprile 2026

Una Perfetta Imprecisione

 

Il suo volto si rifugiò nel cerchio della notte, come faceva ormai da tempo,
per ascoltare l'eco sguaiata dei suoi pensieri e delle sue gracili follie.
Pensò che non aveva nulla da dire su quello che poteva capitare nella vita; la vita
era solo un cielo immenso di sgargianti possibilità abitato da demoni straccioni.
Mentre si trovava in quel covo notturno eletto a dimora necessaria _ il suo sguardo 
venne attratto come una calamita dai viali della memoria, così consunti 
e trasparenti tanto da sembrare grigie linee d'ombra, flebili e tremanti.
Nel medesimo istante in cui apparve improvvisamente un arcobaleno perduto, 
baratri di vento scompigliarono la sua mente, e si perse oltre le pagine del tempo, 
nella vorticosa ricerca di un senso.  

Era una notte che conosceva bene:  fervida e atroce amante delle sue mille solitudini, mai quieta, 
amica sbandata e bandiera del suo sopravvivere, nebbia di pece 
che ingurgitava il delirio e perforava l'anima. 
Si addormentò, e sognò del suo sangue_
linfa d'infinito, mistero liquido_  per risorgere dalle ceneri dei suoi tormenti.
Danzò con le stelle tra futili speranze, inutili rimproveri e fardelli di nuvole.
Il suo sogno divenne rovente, come il pianto sconosciuto di un falò su un'isola deserta. 
Non un suono si udì in quel torpore senza scampo, non un profumo, non un cenno
di ristoro. Poco importava e nulla cambiava. In fondo, la sua vita era solo
un'imprecisione. Una perfetta imprecisione.



                                                                                                                           ©Liolucy

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