Il giorno si accartoccia su se stesso
le ultime maschere si trascinano
tra foglie morte e deliri solitari
sfiorati dal suono insolente
di un violino scordato
L'orologio segna l'ora del dolore
mentre il mondo si esalta
e si umilia con costanza
si adorna di ridicolo
e di catene putrefatte
Fra le siepi un ragno tesse la sua
tela incurante del sole che si fonde
nell'orizzonte incerto
finestra di eterne lusinghe
velluto di immenso
che si posa sui tuoi occhi
e sulle nostre domande
che sanno di sale
©Liolucy