29 agosto 2016

Il Respiro dell'Infinito














mi è capitato di ascoltare il “suono” dello Spazio Profondo
registrato con speciali strumenti dagli astronauti della NASA.
ebbene, ascoltare il Respiro dell’Infinito mi ha molto impressionata.
non è stato confortante per certi versi ma, altresì,
mi ha regalato anche una fantastica sensazione di "pienezza"
sapere di farne parte;
sensazione accolta nel fugace attimo vissuto in quel preciso istante.

una sensazione rimasta indelebilmente incastonata nella mia mente.
apparteniamo tutti alla materia visibile e non visibile,
ma ce ne dimentichiamo continuamente, concentrati come siamo
alla ricerca di noi stessi in noi stessi o concentrati
nelle nostre piccolissime faccende quotidiane o di altra natura.
e, forse, è giusto che sia così.
percepire un senso di smarrimento e quel senso di Solitudine Cosmica
che mi pare pesare sulle mie spalle e sulle spalle
delle anime che incontro nel mio cammino è forse rendermi conto
di far parte, insieme agli altri, di quell’Infinito Inconoscibile
che respira e al quale vogliamo dare un nome o una figura simbolica.
penso che il dio che reputiamo essere dentro di noi venga dimenticato

nel momento in cui la consapevolezza dell’appartenenza
alla materia conosciuta e sconosciuta, 

visibile e invisibile, venga meno.
nell'attimo in cui ho sentito il respiro dell'Universo 

ho concluso che            
siamo granelli di polvere di stelle..   


                                                                                       


                                       ©*Liolucy



2 commenti:

  1. ci si avvicina a questo scritto, con lo stessa meraviglia di fronte a un cielo stellato, in una limpida notte estiva

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  2. Siamo l'infinito proiettato nell'infinito

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