26 gennaio 2014

Into The Wild




« C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo »
(Dalla lettera di Cristopher McCandless scritta all'amico Ronald Franz)

6 commenti:

  1. quanto fa male, a volte, la verità

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    1. Come ha scritto Bukowsky, " nel cuore dell'uomo c'è un uccello azzurro"... pronto a spiccare il volo.
      E penso che c'è chi ha il coraggio di liberarlo, chi lo vede ma si limita a sognare e chi non sa di averlo. Forse l'uomo vive troppo poco con la natura, di cui fa parte egli stesso, e ha dimenticato l'azzurro del suo cuore...

      Caro Massimo, grazie infinite della tua presenza e dei tuoi stimolanti interventi.
      Un saluto con stima.

      Liolucy

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  2. sono poco d'accordo con Lord Byron....la libertà è in gran parte un fatto mentale, non occorre certo scivolare verso la misantropia o vivere a stretto contatto con la natura per essere o sentirsi liberi....
    la vita moderna credo abbia poi cambiato molto il concetto di libertà....in estrema sintesi per me la libertà appartiene a chi ha la capacità mentale, e anche la possibilità pratica, di fare o di dire ciò che più gli aggrada, senza alcun limite....
    italo

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    1. L'amore per la natura che ha esaltato Byron nella sua frase mi sembra molto profonda e bella.
      Il tuo bel pensiero sulla libertà, invece, apre le porte a tanti interrogativi.
      Un caro saluto.

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  3. Splendide immagini per uno splendido pensiero ! Ho provato da bambina quella libera felicità a contatto della natura : è difficile raccontarla , ma posso dire che mi manca enormemente ....Ne facevano parte la semplicità , la dolcezza delle nuove scoperte , la facilità di superare gli ostacoli....E' vero , ora la sicurezza del futuro tarpa le ali alla vera felicità.....quella semplice e pacata dei nostri nonni ....Ricordo come Olimpia , la mia nonna materna , affrontava tutto con serena pacatezza ....anche quando era preoccupata , lei era serena....il futuro lo costruiva con la fatica quotidiana come un pasol di cui sapeva non avrebbe visto la completezza , ma conscia di avervi contribuito col suo amore...Alla base di ciò c'era la sua quotidiana passeggiata nel bosco : lei ed il setter del nonno ...Ne tornava sempre felice , con more o fragoline , funghi o bacche ....La natura sanava e rincuorava...Grazie amica mia : Sid

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    1. Grazie a te e al tuo soave remember..

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